In Quercia il contributo fornito dai volontari, è parte integrante dell’attività svolta dagli educatori ed operatori presenti nei servizi della cooperativa. Le persone che fanno volontariato provengono dal paese di Roverbella ma anche dai Comuni limitrofi.

È difficile farne una questione di territorio perché l’esperienza personale di volontariato arricchisce, modifica, rende migliore chi la fa. E’ un esperienza, un modo di vivere che “costruisce” un nuovo cittadino, più capace di leggere la realtà e farsi carico in prima persona di ciò che accade nei territori. Attenzione, disponibilità, solidarietà, compromettersi, … sono aspetti che ci piace pensare vengano maturati nell’ impegno di volontariato in cooperativa, ci piace pensare che stiamo dando il nostro contributo ad un’idea di PERSONA buona non solo per Roverbella ma per tutti i territori del mondo.

Oggi vi proponiamo una chiacchierata con un socio volontario: Riccardo.

  • Da quanto tempo svolgi attività di volontariato in Quercia e di cosa ti occupi ?

“In Quercia faccio volontariato da 6 anni. È una realtà che conosco da sempre in quanto uno dei soci fondatori è mia sorella. Io ho un ruolo attivo in Quercia soprattutto da quando sono andato in pensione. Mi occupo di portare i ragazzi a fare delle camminate o delle escursioni sia in estate che in inverno. In estate le escursioni durano tutta la giornata per cui si sta fuori tutto il giorno, ci si porta il pranzo al sacco ed è un momento di fondamentale aggregazione tra i ragazzi. Altrimenti li accompagno in piscina soprattutto nei giorni di gran caldo. D’inverno invece, le camminate durano solo di mattina. Di solito faccio volontariato a chiamata, qualora ce ne fosse bisogno. Da tre anni ormai sono volontario fisso al C.S.E ma per un periodo di circa 2/3 anni sono stato anche al C.D.D. soprattutto nel laboratorio artigianale di ceramica. Per ragioni organizzative ho dovuto abbandonare quell’attività, ma spero di poter ritornarci in futuro.”

  • Quali sono state le motivazioni personali che ti hanno spinto e che ti spingono tuttora a fare attività di volontariato ?

“Io provengo da un’esperienza di volontariato ventennale in un ambito ben più impegnativo: si tratta di una Comunità di recupero per tossico dipendenti a S. Martino Gusnago gestita da Don Sergio Barlottini un mio amico sacerdote che è venuto a mancare diversi anni fa. Io ho sempre avuto un’inclinazione ad aiutare il prossimo. Ho sempre avuto la convinzione che io che ho avuto tanto nella vita ed ho il dovere quindi di restituire a tutti coloro i quali non hanno avuto la mia stessa fortuna. In un certo senso è come se volessi pareggiare il conto. Ho sempre avuto questa convinzione benché non sia mai stato molto religioso anche se alcuni dei miei migliori amici sono sacerdoti.”

  • Dall’esperienza in Quercia quali sono state le soddisfazioni maggiori di cui hai potuto beneficiare ?

“Ritengo l’aspetto più gratificante di fare il volontario in Quercia sia legato alla gratificazione che i ragazzi ti esprimono e ti rimandano. Sono ragazzi sinceri, affettuosi, difficilmente ipocriti. Quando vogliono un abbraccio ad esempio significa che ti vogliono veramente bene. Questo è un aspetto che mi da molta soddisfazione.”

  • Come vedi la Cooperativa tra 10 anni?

“Io penso e spero che in futuro il servizio possa allargarsi ad altre persone e possa consolidarsi maggiormente sul territorio. Benché sia socio della Cooperativa mi sento estraneo alle logiche decisionali, anche se in gran parte le condivido.”